Sicurezza nel settore green energy: la guida per chi installa fotovoltaico ed eolico

La sicurezza nel fotovoltaico è uno degli aspetti più importanti per chi installa o si occupa della manutenzione degli impianti fotovoltaici ed eolici. Lavorare su coperture, impianti elettrici in corrente continua e sistemi ad alta quota espone infatti gli operatori a rischi specifici che richiedono formazione obbligatoria e competenze dedicate.

Che si tratti di un installatore fotovoltaico, di un impiantista fotovoltaico o di un tecnico specializzato nella manutenzione di impianti eolici, conoscere i principali rischi e seguire i percorsi formativi previsti dalla normativa è fondamentale per operare in sicurezza.

In questa guida vediamo quali sono i rischi più frequenti nel settore della green energy, quali corsi sono obbligatori e quali documenti di sicurezza devono essere presenti nei cantieri.

Fotovoltaico ed eolico: un settore che corre veloce, con rischi che si sommano tra loro

Il fotovoltaico e l’eolico condividono un aspetto che li rende particolarmente delicati dal punto di vista della sicurezza: mettono insieme due categorie di rischio che, prese singolarmente, sono già tra le più sorvegliate dalla normativa. Da una parte il lavoro in altezza, dall’altra il rischio elettrico. Un installatore fotovoltaico che sale su un tetto per posare pannelli, oppure un impiantista fotovoltaico impegnato nella manutenzione di un impianto esistente, li affronta contemporaneamente nello stesso momento.

Un ulteriore aspetto complica il quadro: molte installazioni fotovoltaiche vengono realizzate da imprese elettriche di piccole dimensioni, abituate a lavorare a terra o su impianti civili, che si trovano a doversi confrontare per la prima volta con ponteggi, linee vita e DPI anticaduta. Il rischio, in questi casi, non è quasi mai la mancanza di competenza tecnica: è la sottovalutazione di un pericolo che prima, semplicemente, non faceva parte del loro lavoro quotidiano.

Sicurezza fotovoltaico: il rischio di caduta dall’alto

La caduta dall’alto resta la causa di infortunio più frequente e più grave tra chi installa pannelli solari. E non servono in questo caso altezze estreme: la maggior parte degli incidenti avviene su coperture residenziali o industriali comprese tra i quattro e i dieci metri, spesso proprio perché la percezione del rischio, a quelle quote, è più bassa rispetto a un cantiere edile vero e proprio.

C’è poi un problema specifico di questo settore: molte coperture su cui si installano pannelli, ad esempio i capannoni industriali con lastre in cemento-amianto o pannelli sandwich datati, non sono progettate per reggere il peso di una persona. Camminare nel punto sbagliato può significare sfondare il tetto, con rischi gravi per chi lavora. Per questo, prima ancora dei DPI, la valutazione della portanza della copertura dovrebbe essere un passaggio che nessuna impresa può permettersi di saltare, anche quando il committente ha fretta di vedere l’impianto installato.

Il rischio elettrico nel fotovoltaico

C’è un dettaglio tecnico che chi arriva da altri settori elettrici spesso sottovaluta: un pannello fotovoltaico produce tensione ogni volta che riceve luce, anche minima, e continua a farlo indipendentemente dall’interruttore generale. Scollegare l’impianto dalla rete non significa quindi azzerare il rischio sui cavi in corrente continua tra i moduli e l’inverter, che restano sotto tensione finché c’è luce sui pannelli. Quindi anche in una giornata nuvolosa e persino al tramonto.

Questo è il motivo per cui la sola esperienza da elettricista tradizionale non basta per lavorare in sicurezza su un impianto fotovoltaico: servono competenze specifiche sul rischio elettrico in corrente continua, sull’uso corretto dei DPI isolanti e sulle procedure di messa in sicurezza prima di intervenire su stringhe e quadri. La qualifica di riferimento, in questo caso, è quella prevista dalla norma CEI 11-27 per gli addetti ai lavori elettrici, che distingue tra Persona Esperta, Persona Avvertita e Persona Idonea a seconda del grado di autonomia operativa riconosciuto dal datore di lavoro.

L’eolico “alza l’asticella” in termini di sicurezza

Se il fotovoltaico lavora su tetti e pensiline, l’eolico si muove su tutt’altro piano. Le pale di un aerogeneratore moderno raggiungono altezze che vanno dai sessanta ai centocinquanta metri e i tecnici che effettuano manutenzione operano spesso in cima alla torre o all’interno della navicella. Uno spazio ristretto, pieno di componenti meccanici ed elettrici, dove le procedure di accesso, permanenza ed evacuazione richiedono un addestramento dedicato, non generico.

A questo si aggiunge una variabile che nel fotovoltaico non avevamo ancora citato: il meteo. Vento, ghiaccio e fulmini possono trasformare un intervento di routine in un’emergenza, ed è il motivo per cui la formazione sul soccorso in quota, con tanto di simulazioni di calata e recupero di un collega infortunato, è un requisito che le imprese del settore considerano imprescindibile.

Sicurezza nei cantieri: il ruolo di PSC e POS

Quando gli interventi vengono eseguiti all’interno di un cantiere temporaneo o mobile, oltre alla formazione del personale assumono particolare importanza anche i documenti di sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008.

Quando il cantiere richiede la nomina di un Coordinatore per la Sicurezza in fase di progettazione (art. 90 D.Lgs. 81/2008, tipicamente in presenza di più imprese esecutrici) è previsto il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), redatto dal Coordinatore stesso, mentre ogni impresa esecutrice deve predisporre il proprio Piano Operativo di Sicurezza (POS).

PSC e POS devono riportare le misure organizzative e preventive adottate per ridurre rischi come la caduta dall’alto, il rischio elettrico, la movimentazione dei materiali e le interferenze tra lavorazioni.

Fotovoltaico ed eolico: quali corsi sono obbligatori?

Chiarito il quadro dei rischi, resta la domanda semplice ma fondamentale: quali corsi bisogna far fare a un tecnico prima di operare su un tetto fotovoltaico o dentro la navicella di una pala eolica? Un percorso minimo, comune alla maggior parte delle installazioni, comprende:

  • il corso per Addetti ai Lavori in Quota, di 8 ore, con relativo aggiornamento ogni 5 anni: copre l’uso dei DPI di terza categoria, imbracature, cordini e linee vita, oltre alle tecniche di accesso e posizionamento in sicurezza;
  • la formazione specifica sul rischio elettrico secondo la norma CEI 11-27 (qualifica PES, PAV o PEI a seconda del ruolo), indispensabile per chiunque intervenga su stringhe fotovoltaiche, quadri o cablaggi in corrente continua;
  • per chi opera su impianti eolici, un addestramento aggiuntivo su spazi ristretti e procedure di soccorso in quota, spesso richiesto direttamente dai produttori delle turbine come condizione per accedere ai siti.

A questi si affianca, ovviamente, la formazione generale e specifica per i lavoratori prevista dall’Accordo Stato-Regioni, che resta il punto di partenza obbligatorio indipendentemente dal settore, e che nel caso di attività ad alto rischio come questa richiede il monte ore più alto tra quelli previsti.

Quali codici ATECO riguardano chi installa impianti fotovoltaici?

Le imprese che operano nell’installazione e nella manutenzione di impianti fotovoltaici rientrano generalmente nel codice ATECO 43.21.01 – Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione, mentre le attività di installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili possono ricadere anche in altri codici ATECO, a seconda della tipologia di intervento svolto.

Individuare correttamente il codice ATECO è importante perché consente di valutare gli obblighi formativi, organizzativi e documentali previsti dalla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le domande che si sentono più spesso in cantiere

“Se installo solo impianti residenziali su tetti piccoli, servono comunque tutti questi corsi?” È una domanda che ricorre spesso, e la risposta è sì: il rischio di caduta e il rischio elettrico non dipendono dalla dimensione dell’impianto, ma dall’attività svolta. Un tetto di una villetta a sei metri di altezza espone esattamente allo stesso tipo di pericolo di un capannone industriale.

“Il mio tecnico ha già il patentino da elettricista, basta quello?”
No, e questo è probabilmente l’equivoco più diffuso. Le competenze da elettricista civile o industriale non coprono automaticamente la specificità del fotovoltaico, che lavora in corrente continua e con tensioni che possono restare presenti anche a impianto scollegato. Serve una qualifica dedicata.

“Con quale frequenza vanno rinnovati questi corsi?”
Il corso per lavori in quota va aggiornato ogni cinque anni con un modulo di 4 ore, mentre per la qualifica sul rischio elettrico l’aggiornamento è generalmente previsto con cadenza analoga, salvo diverse indicazioni legate a mansione e valutazione dei rischi aziendale.

“Quante ore di formazione servono in totale per lavorare nel fotovoltaico?”
Il monte ore dipende dalle mansioni svolte e dal livello di rischio dell’attività, ma un installatore fotovoltaico deve generalmente completare un percorso formativo composto da:

  • 16 ore di formazione dei lavoratori (4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica per attività ad alto rischio);
  • 8 ore per il corso Addetti ai Lavori in Quota;
  • 8-16 ore per la formazione sul rischio elettrico secondo la norma CEI 11-27 (PES, PAV o PEI), a seconda del percorso richiesto dal datore di lavoro e delle mansioni svolte;
  • eventuale formazione aggiuntiva su spazi confinati, soccorso in quota o procedure specifiche richiesta dal committente o dal produttore degli impianti, soprattutto nel settore eolico.

Nel complesso, un operatore del settore può quindi arrivare a svolgere dalle 32 alle 40 ore di formazione iniziale, alle quali si aggiungono gli aggiornamenti periodici previsti dalla normativa.

Formazione Sicura Online mette a disposizione corsi online conformi alla normativa vigente dedicati a installatori fotovoltaici, impiantisti fotovoltaici, elettricisti e tecnici che operano nel settore della green energy. Tra questi rientrano il Corso di Formazione per Addetti ai Lavori in Quota e il Corso PES PAV PEI per il rischio elettrico, entrambi erogati interamente online e validi su tutto il territorio nazionale.