Corso per rischio molestie sul lavoro: cosa cambia per il datore di lavoro con il D. L. 159/2025

Il corso rischio molestie sul lavoro diventa oggi uno strumento concreto per i datori di lavoro, chiamati a gestire un aspetto che il legislatore ha inserito in modo più esplicito nel sistema della sicurezza aziendale. Con il Decreto-legge n. 159/2025, convertito dalla Legge n. 198/2025, la prevenzione delle condotte violente o moleste entra infatti tra le misure generali di tutela previste dal D.Lgs. 81/2008.

Il rischio di molestie e violenze deve così essere preso in considerazione nell’organizzazione della prevenzione, valutato in relazione alla realtà aziendale e collegato alle misure necessarie per prevenirlo e gestirlo.

Ma vediamo di fare più chiarezza: se stai cercando di capire chi è chiamato a intervenire, da quando, quale corso seguire e quando occorre aggiornare la valutazione dei rischi, in questa guida trovi tutte le risposte che cerchi.

Molestie e violenza diventano rischio lavorativo: cosa significa?

Il Decreto-legge n. 159/2025, convertito nella Legge 198/2025, interviene sull’articolo 15 del Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e cambia la sostanza delle cose: la prevenzione delle condotte violente o moleste entra tra le misure generali di tutela, accanto ai rischi meccanici, chimici ed elettrici che ogni RSPP conosce a memoria. Fino a ieri il tema restava confinato al diritto antidiscriminatorio; oggi è materia di sicurezza sul lavoro, con sanzioni per chi lascia il DVR incompleto.

Cosa significa in pratica? Che la valutazione del rischio molestie e violenza sui luoghi di lavoro va condotta e integrata formalmente nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), al pari dello stress lavoro-correlato. Ignorarla espone l’azienda su due fronti: le sanzioni previste dal D.Lgs. 81/08 e il rischio che l’intero DVR venga giudicato viziato in caso di ispezione ASL o INL, perché una valutazione dei rischi psicosociali che non considera le molestie resta, semplicemente, incompleta.

Valutazione del rischio molestie e violenza sui luoghi di lavoro: chi deve farla e quando

Il principale soggetto coinvolto è il datore di lavoro, che resta il responsabile dell’organizzazione della prevenzione e della valutazione dei rischi. L’obbligo in questo caso non fa distinzioni di settore né di dimensione aziendale: uffici, PMI, ristorazione, cantieri, esercizi commerciali.

Riguarda tutti i datori di lavoro pubblici e privati, ed è già operativo: poiché il termine è scattato il 31 dicembre 2025, per le aziende il tema non dovrebbe quindi essere affrontato come un semplice adempimento da rimandare al prossimo aggiornamento documentale. La prevenzione delle condotte violente e moleste deve essere inserita nella gestione complessiva della sicurezza, verificando se il DVR e le procedure aziendali siano coerenti con la situazione attuale.

Qui entra in gioco la formazione. La normativa chiede al datore di lavoro competenze specifiche per riconoscere i fattori di rischio organizzativi, comportamentali e relazionali, non solo per compilare un modulo. Un corso rischio violenza e molestie sul lavoro strutturato correttamente copre proprio questo: il quadro normativo, la definizione di molestia, molestia sessuale e discriminazione, e le procedure di segnalazione e gestione delle situazioni critiche.

Certificazione di genere e aliquote INAIL: due leve economiche per chi previene il rischio

Accanto agli obblighi, ci sono anche due incentivi concreti per chi si muove per tempo.

Il primo è preesistente: la certificazione della parità di genere, basata sullo standard UNI/PdR 125:2022, apre l’accesso a uno sgravio contributivo INPS pari all’1% dei contributi dovuti, fino a un massimale di 50mila euro annui per azienda: un vantaggio previsto dalla L. 162/2021, che tocca direttamente il costo del lavoro, oltre alla reputazione aziendale.

Sul fronte assicurativo, invece, la leva è legata proprio al decreto: l’articolo 1 del D.L. 159/2025 ha autorizzato l’INAIL a rivedere le aliquote di oscillazione del premio per andamento infortunistico favorevole. Le nuove aliquote sono applicate in via provvisoria dal 1° gennaio 2026 e sono state confermate con il decreto interministeriale del 2 aprile 2026: per le posizioni assicurative territoriali di minore rilevanza, la riduzione può arrivare fino al 13%, contro il 5% precedente. Un’azienda che investe in prevenzione vede l’effetto anche sul premio INAIL annuale.

Perchè scegliere un corso sul rischio molestie sul lavoro per un datore di lavoro?

La gestione del rischio molestie richiede competenze che vanno oltre la semplice conoscenza della norma. Il datore di lavoro deve comprendere quali comportamenti possono configurare una situazione di molestia o violenza, riconoscere i principali fattori di rischio, conoscere le responsabilità connesse al proprio ruolo e sapere quali strumenti organizzativi possono essere adottati.

È anche importante sapere come gestire una segnalazione. Una procedura poco chiara può scoraggiare chi si trova in una situazione di difficoltà; al contrario, canali di comunicazione adeguati e una cultura aziendale basata sul rispetto possono favorire l’emersione precoce delle situazioni problematiche.

Insomma, la strada più diretta per un datore di lavoro che vuole mettersi in regola è affidarsi a un percorso formativo dedicato. Per questo Formazione Sicura Online ha sviluppato un percorso specificamente dedicato ai datori di lavoro che devono approfondire prevenzione, valutazione e gestione del rischio molestie e violenze nei luoghi di lavoro, con riferimento alle novità introdotte dal D.L. 159/2025.

Il Corso di Formazione per Datore di Lavoro sulla Valutazione Rischio Molestie sui Luoghi di Lavoro dura 4 ore e si svolge interamente online attraverso video lezioni, con tutor personale e test finale ripetibile. Il programma affronta il quadro normativo, le definizioni di molestie, molestie sessuali, discriminazioni e violenze, le responsabilità del datore di lavoro, la valutazione del rischio, l’integrazione nel DVR e le procedure per prevenire e gestire le situazioni critiche.

Al termine del percorso viene rilasciato un attestato di partecipazione relativo alla formazione svolta. Il corso prevede inoltre un aggiornamento indicato ogni 5 anni.