Se stai preparando l’esame di primo soccorso aziendale, sai già che certi argomenti compaiono spesso tra le domande, e che ci sono tipologie di quesiti ricorrenti che compaiono in quasi tutte le versioni di quiz.
Chi non supera l’esame di primo soccorso aziendale, infatti, quasi mai lo fa per non conoscere la teoria. Nella maggior parte dei casi il problema sono gli stessi tre errori che si ripetono esame dopo esame, indipendentemente dal gruppo A, B o C:
Il corso di primo soccorso aziendale non finisce con l’ultima lezione: al termine del percorso è necessario superare una prova, teorica e pratica insieme, prevista dal DM 388/2003 per verificare che le nozioni acquisite siano davvero utilizzabili in un’emergenza.
Per il gruppo A, il corso di primo soccorso aziendale dura 16 ore e la verifica finale è più articolata; per i gruppi B e C, 12 ore in tutto, la prova resta comunque impegnativa ma copre un ventaglio di argomenti più ristretto.
In entrambi i casi il test teorico, solitamente a risposta multipla, si accompagna a una prova pratica: posizione laterale di sicurezza, manovre di rianimazione, gestione del pacchetto di medicazione. È previsto un aggiornamento almeno triennale.
Se oltre a conoscere gli errori più frequenti vuoi un aiuto in più per preparare l’esame, puoi allenarti con la nostra simulazione.
Al di là del programma studiato, i tranelli nelle domande in sede d’esame sono sempre dietro l’angolo.
Il primo tranello riguarda la sequenza di intervento: si salta ad esempio la valutazione della sicurezza della scena, il passaggio previsto prima di avvicinarsi all’infortunato, e la risposta finisce per essere corretta nel merito ma fuori ordine.
Il secondo tranello sta nei numeri, che nel dubbio vengono arrotondati: il rapporto tra compressioni e ventilazioni, i tempi di raffreddamento di un’ustione.
Infine la parte normativa, spesso trascurata: sapere fare una manovra non basta se poi si confonde il ruolo dell’addetto con quello del datore di lavoro, o non si ricorda la periodicità dell’aggiornamento triennale.
Vediamo alcuni esempi concreti per ogni tipo di errore:
Domanda: Qual è la prima cosa da fare quando si trova una persona infortunata?
a) Spostarla immediatamente
b) Controllare che la scena sia sicura
c) Dare qualcosa da bere
d) Chiamare un collega
Risposta corretta: B
Prima di avvicinarsi all’infortunato bisogna verificare che non ci siano pericoli per il soccorritore. Un intervento improvvisato in una zona ancora pericolosa può trasformare un solo infortunato in due. È esattamente il tipo di domanda in cui, per l’ansia dell’esame, si tende a saltare questo primo passaggio e a rispondere pensando già alla fase successiva.
Domanda: Cosa bisogna fare se la persona non reagisce agli stimoli?
a) Controllare prima la presenza di eventuali traumi e, solo successivamente, valutare lo stato respiratorio
b) Controllare le sue condizioni e chiamare i soccorsi
c) Metterla in posizione laterale di sicurezza
d) Posizionare la persona supina, sollevare le gambe e attendere qualche minuto per verificare se riprende conoscenza
Risposta corretta: B
La perdita di coscienza richiede una valutazione rapida delle condizioni della persona e l’attivazione del sistema di emergenza quando necessario. Anche qui, saltare la valutazione per andare dritti a una manovra specifica (come la PLS nella risposta C) è il tranello più comune.
Domanda: In caso di arresto cardiaco, qual è il rapporto tra compressioni toraciche e ventilazioni nella rianimazione cardiopolmonare dell’adulto?
a) 30 compressioni toraciche e 2 ventilazioni
b) 15 compressioni toraciche e 2 ventilazioni
c) 30 compressioni toraciche e 5 ventilazioni
d) 15 compressioni toraciche e 1 ventilazione
Risposta corretta: A
Nella rianimazione cardiopolmonare dell’adulto, il rapporto standard è di 30 compressioni toraciche seguite da 2 ventilazioni. Le compressioni devono essere effettuate mantenendo un ritmo adeguato e una profondità corretta, riducendo al minimo le interruzioni. Le altre opzioni combinano numeri “quasi giusti”, proprio il tipo di distrattore che confonde chi ha studiato senza fissare bene la sequenza.
Domanda: Ogni quanti minuti va cambiato il soccorritore durante compressioni toraciche prolungate, per mantenerne l’efficacia?
a) Ogni 30 secondi
b) Ogni 2 minuti
c) Ogni 5 minuti
d) Solo se il soccorritore avverte affaticamento
Risposta corretta: B
Le linee guida raccomandano di alternare il soccorritore ogni 2 minuti (circa 5 cicli di compressioni), perché la stanchezza riduce la profondità delle compressioni anche prima che il soccorritore se ne accorga soggettivamente. Per questo motivo la risposta D è un tranello: aspettare la sensazione di fatica significa già aver perso efficacia da qualche minuto.
Domanda: Chi ha il compito di individuare e nominare gli addetti al primo soccorso in azienda?
a) Il Medico Competente, in base agli esiti della sorveglianza sanitaria
b) L’RSPP, in quanto responsabile dell’organizzazione della prevenzione
c) Il datore di lavoro
d) I lavoratori stessi, tramite elezione interna
Risposta corretta: C
La designazione degli addetti al primo soccorso è un obbligo che ricade sul datore di lavoro, che deve individuare un numero di addetti adeguato a coprire turni, sedi e assenze. È un errore molto comune attribuire questo compito all’RSPP (che ha un ruolo consultivo e di supporto tecnico, non decisionale su questo punto)
Domanda: Con quale periodicità deve essere aggiornata la formazione degli addetti al primo soccorso?
a) Ogni anno, in occasione della riunione periodica sulla sicurezza
b) Ogni 3 anni
c) Ogni 5 anni, come per gli addetti antincendio
d) Non è previsto un aggiornamento obbligatorio, solo raccomandato
Risposta corretta: B
L’aggiornamento della formazione primo soccorso ha cadenza triennale (6 ore per il Gruppo A, 4 ore per i Gruppi B e C), a differenza di altri percorsi di sicurezza con periodicità diversa. È proprio la somiglianza con altre scadenze quinquennali di sicurezza (ad es. antincendio) a generare confusione, ed è il motivo per cui questa è una delle domande in cui si sbaglia più spesso su un aspetto puramente normativo/temporale, non tecnico.
Domanda: Quando può essere utilizzata la posizione laterale di sicurezza?
a) Quando una persona è incosciente ma respira normalmente
b) Quando una persona ha perso conoscenza, purché non presenti traumi evidenti
c) Quando una persona è incosciente e presenta una respirazione regolare, dopo aver valutato le condizioni generali
d) Quando una persona non risponde agli stimoli ma non presenta evidenti difficoltà respiratorie
Risposta corretta: A
La posizione laterale di sicurezza serve a mantenere libere le vie aeree di una persona incosciente che respira, riducendo il rischio di ostruzione.
Domanda: Cosa bisogna fare davanti a una persona che non respira normalmente?
a) Verificare nuovamente la respirazione e, se questa rimane assente, chiamare i soccorsi prima di iniziare le manovre
b) Posizionare la persona supina, controllare le vie aeree e attendere le indicazioni dell’operatore del 112
c) Attivare immediatamente i soccorsi e iniziare le manovre di rianimazione previste dalla formazione ricevuta
d) Attivare il sistema di emergenza, verificare la presenza di segni vitali e procedere con le manovre di rianimazione quando necessario
Risposta corretta: C
È una delle situazioni in cui la rapidità dell’intervento può fare la differenza. L’addetto deve riconoscere rapidamente l’emergenza, attivare i soccorsi e procedere con le manovre di rianimazione secondo la formazione ricevuta.
Domanda: In caso di forte emorragia esterna, quale comportamento è corretto?
a) Coprire la ferita con una medicazione sterile e, se il sanguinamento continua, esercitare una pressione sulla zona
b) Applicare una medicazione sulla ferita e valutare l’entità del sanguinamento prima di esercitare una pressione diretta
c) Comprimere la ferita e mantenere l’arto sollevato, monitorando contemporaneamente le condizioni dell’infortunato
d) Applicare una pressione diretta sulla zona interessata utilizzando una medicazione adeguata
Risposta corretta: D
Il controllo dell’emorragia è una delle situazioni che un addetto al primo soccorso deve saper gestire. La pressione diretta rappresenta una delle principali manovre di primo intervento.
Domanda: In caso di ustione, quale comportamento è corretto?
a) Applicare immediatamente una crema adatta
b) Raffreddare la zona interessata con acqua corrente, quando appropriato
c) Rompere eventuali vesciche
d) Applicare ghiaccio direttamente sulla pelle
Risposta corretta: B
Il raffreddamento con acqua corrente aiuta a ridurre gli effetti dell’ustione. È importante non applicare direttamente il ghiaccio e non rompere le eventuali vesciche.
“Se sbaglio la prova pratica posso rifare solo quella?”
Dipende dall’ente formativo, ma nella maggior parte dei casi sì: la parte pratica può essere ripetuta senza dover frequentare di nuovo l’intero monte ore teorico, purché avvenga entro tempi ragionevoli dal corso.
“L’attestato ha una scadenza fissa?”
Sì, tre anni dalla data dell’ultimo corso frequentato con esito positivo, sia esso quello base o un aggiornamento precedente. Superato quel termine l’addetto non può più essere considerato formalmente idoneo.
“Conviene studiare a memoria o capire i concetti?”
Capire, decisamente. Le domande cambiano formulazione da un esame all’altro, ma la logica dietro le procedure resta sempre la stessa: chi ha capito perché si fa una cosa in un certo modo risponde correttamente anche a una domanda mai vista prima.
“A chi rivolgermi per poter frequentare un corso di primo soccorso aziendale?”
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