La sicurezza sul lavoro nel settore delle costruzioni non riguarda solo chi lavora direttamente in cantiere: architetti, ingegneri e professionisti coinvolti nella progettazione e nella direzione dei lavori hanno un ruolo centrale nella prevenzione dei rischi. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 81/2008, che disciplina tutti gli aspetti della sicurezza nei cantieri, inclusa la gestione del rischio e la formazione delle figure di responsabilità.
Per i professionisti tecnici è fondamentale comprendere i rischi specifici legati alle diverse fasi operative, come le interferenze tra lavorazioni, la movimentazione di materiali e l’esposizione a pericoli tipici del cantiere. Una formazione mirata non solo consente di rispettare gli obblighi di legge, ma anche di contribuire concretamente alla prevenzione degli incidenti e alla tutela dei lavoratori.
Spesso si commette l’errore di pensare alla sicurezza come a un adempimento da gestire esclusivamente “sul campo”. In realtà, la vera prevenzione nasce sulla scrivania del progettista. Le scelte progettuali, architettoniche e tecniche influenzano direttamente l’entità dei rischi che i lavoratori dovranno affrontare mesi dopo.
Anticipare le criticità in fase di disegno permette di:
Investire tempo nella sicurezza durante la progettazione non è un costo aggiuntivo, ma un risparmio strategico che abbatte la probabilità di varianti in corso d’opera e incidenti gravi.
Architetti e ingegneri, pur non essendo sempre presenti fisicamente in cantiere, hanno responsabilità dirette nella sicurezza delle opere in tutte le fasi: dalla progettazione all’esecuzione dei lavori. Tra i rischi più rilevanti vi sono errori nella pianificazione delle attività, che possono portare a condizioni di lavoro pericolose, carenze nelle procedure di coordinamento, mancata considerazione delle interferenze tra imprese esecutrici e lacune nella gestione dei dispositivi di protezione individuale.
La formazione è lo strumento che permette di acquisire competenze tecniche e operative utili a:
La formazione obbligatoria dipende strettamente dal ruolo ricoperto (libero professionista, datore di lavoro, dipendente) e dai rischi specifici individuati nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) o nel PSC.
Di seguito riportiamo una selezione dei corsi di formazione sicurezza per architetti e ingegneri più richiesti e fondamentali per la categoria:
Tutti i dipendenti devono seguire un corso di sicurezza generale e specifica, in base al livello di rischio: Rischio Medio (12 ore) o Rischio Basso.
Il titolare architetto o ingegnere senior in qualità di datore di lavoro, sceglie spesso di svolgere direttamente i compiti di prevenzione, ricoprendo direttamente il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) In questa conformazione, deve frequentare un corso R.S.P.P. Rischio Medio (32 ore) o l’equivalente per il Rischio Basso.
Se il ruolo di RSPP viene affidato a un’altra persona, quest’ultima deve possedere i requisiti tecnici previsti dalla normativa e aver completato un corso R.S.P.P. suddiviso in tre moduli (A, B e C). La responsabilità generale della sicurezza resta comunque a carico del datore di lavoro.
La normativa prevede un corso di primo soccorso di 12 ore (Gruppo B/C), con aggiornamento ogni 3 anni. Il personale formato deve essere in grado di intervenire rapidamente in caso di malori, fino all’arrivo dei soccorsi esterni.
Molti professionisti sottovalutano il ruolo dell’addetto al primo soccorso, pensando che “in ufficio non succeda nulla”. Tuttavia, la realtà operativa di un tecnico si divide tra scrivania e sopralluoghi, esponendolo a situazioni impreviste:
I ritmi intensi del settore possono generare stress. Sono disponibili percorsi formativi specifici per la gestione del rischio da stress lavoro-correlato.
Per il personale che utilizza quotidianamente computer o altri dispositivi elettronici è previsto il corso sul rischio da videoterminale (VDT). La formazione permette di conoscere le corrette posture ergonomiche, le pause consigliate, le modalità di riduzione dell’affaticamento visivo e le procedure per prevenire disturbi muscolo-scheletrici o problemi legati alla vista, garantendo così benessere e sicurezza sul luogo di lavoro.
I corsi per Coordinatore della Sicurezza in Fase di Progettazione (CSP) e per Coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione (CSE) sono progettati per i professionisti che intendono assumere il ruolo di Coordinatore della Sicurezza sia in fase di progettazione sia in fase di esecuzione, secondo quanto previsto dalla normativa.
Il percorso formativo permette di apprendere come gestire i rischi nei cantieri, elaborare il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e coordinare l’applicazione delle misure preventive.
Diventare e restare un Coordinatore della Sicurezza significa padroneggiare due momenti cruciali del cantiere. Si parte dal CSP (Fase di Progettazione), dove il focus è tutto sull’analisi preventiva: l’obiettivo è “disegnare” la sicurezza prima ancora di posare la prima pietra, integrando le misure di protezione direttamente nei documenti progettuali. Quando il cantiere prende vita, entra in gioco il CSE (Fase di Esecuzione), un ruolo operativo e di vigilanza che assicura che le imprese rispettino i piani stabiliti e che le misure di prevenzione siano attuate correttamente sul campo.
Per abilitarsi a queste funzioni, il punto di partenza è il corso formativo da 120 ore, che fornisce le basi teoriche e pratiche richieste dall’Allegato XIV del D.Lgs. 81/2008. Tuttavia, la formazione non finisce con il primo attestato: per mantenere l’abilitazione e restare al passo con le continue evoluzioni normative e tecnologiche, la legge prevede un aggiornamento obbligatorio di 40 ore ogni 5 anni.
La modalità di formazione online è particolarmente adatta ai professionisti tecnici grazie a:
Seguire i percorsi obbligatori di formazione non solo tutela dal rischio di sanzioni per mancata formazione, ma contribuisce anche a migliorare la qualità dei progetti, la sicurezza dei cantieri e la reputazione professionale.